Come sono sopravvissuto alla cena di classe?
I social ci hanno cambiato la vita e a volte servono per organizzare la cena di ex compagni di classe. E così, un sera, ti ritrovi aggiunto a una chat di whatsapp con altre 20 persone che per 5 anni hanno fatto parte della tua vita.
All’inizio non sai come reagire. Ti verrebbe di non andarci, ma poi come fai a dire di no?.
E ci vai, alla cena di classe. Felice, pure.
Arrivi in ritardo di 10 minuti e ti accorgi che tutti sono vestiti da adulti, tu è un miracolo se non ti sei messo il solito maglione comprato alla fiera di Sinigaglia. Saluti, baci e abbracci, sembrano tutti felici. E quando tocca sedersi, praticamente il gioco della sedia, ma senza musica. Tutti rapidi come per prendere i posti in fondo.
I social ci hanno cambiato la vita e a volte servono per organizzare la cena di ex compagni di classe. E così, un sera, ti ritrovi aggiunto a una chat di whatsapp con altre 20 persone che per 5 anni hanno fatto parte della tua vita.
All’inizio non sai come reagire. Ti verrebbe di non andarci, ma poi come fai a dire di no?.
E ci vai, alla cena di classe. Felice, pure.
Arrivi in ritardo di 10 minuti e ti accorgi che tutti sono vestiti da adulti, tu è un miracolo se non ti sei messo il solito maglione comprato alla fiera di Sinigaglia. Saluti, baci e abbracci, sembrano tutti felici. E quando tocca sedersi, praticamente il gioco della sedia, ma senza musica. Tutti rapidi come per prendere i posti in fondo.
Ci si divide in maniera adulta e responsabile: maschi da un lato, femmine dall’altro. Dai una dimostrazione di maturità correndo accanto a quella che, istituzionalmente, era la più bella della classe per vantarti. Ma te ne penti subito, ora sei adulto. Avresti voluto sederti vicino a quella che, per 5 anni, è stata il tuo sogno erotico, l’unica che aveva l’ardire di mettersi la gonna con le scarpe da tennis blu, quella che ti ha sempre fatto ribaltare dal ridere. Sarà per la prossima volta, ti dici. (Sì, bravo pirla).
Per ultimo, il più dandy di sempre, quello con lo Scarabeo. Il suo profumo è esattamente come lo ricordavi: troppo.
Arrivano i piatti, i bicchieri si riempiono e, dopo un primo momento, le chiacchiere si sciolgono. E parte la gara a chi è diventato più bravo degli altri senza farlo vedere.
Quando tocca a te, ti vanti dell’apice della tua vita e di quella volta in cui hai stretto la mano a Mino Reitano.
La cena finisce, e quelli che hanno studiato economia si propongono per fare i conti. La competizione è tale che, per poco, non viene chiesto al ristoratore di tirare fuori i libri contabili per correggere gli errori del commercialista.
Peccato che, seduto al tavolo accanto, non ci sia nessuno della Guardia di Finanza: si potrebbe mettere a posto la situazione del debito dello Stato in due minuti.
Usciamo, andiamo al pub per il bicchiere della staffa. I più deboli e le mamme cedono e vanno a casa. Gli altri, sul marciapiede, ritrovano le stesse dinamiche di 45 anni fa: i maschi si picchiano, le ragazze si lamentano di quanto siano immaturi.
Ad un orario imprecisato vado a casa, torno nell’appartamento, mi metto a letto e mi dispero. Perché la sveglia è puntata alle 7 e io non avrò mai voglia di alzarmi. Ma almeno, domani mattina, non c’è la paura del rischio di essere interrogati.
Ma solo un capo che, in maniera adulta, ti farà il culo perché sei in condizioni da schifo.
La saluti da lontano e, in controluce, vedi che brilla come un luccio. Cosa c’ha sugli zigomi, trucchi speciali? Non importa: ti piace ancora tutto di lei.
I tuoi compagni sono uguali a come erano, se non per dei piccoli dettagli. Uno tende al brizzolato, uno ha una pettinatura da impiegato del catasto, per un altro i capelli sono come i giorni di scuola: finiti. Per fortuna il tuo compagno di banco – fedele come allora – occupa ancora il posto accanto al tuo ed è splendido come una bicicletta cromata.
Le tue compagne, invece, sono donne perfettamente realizzate e dai modi eleganti. Insomma, tutto come prevedibile.
Poi arriva quello che è sempre stato il più teatrale di tutti, il protagonista: rappresentate di classe, di istituto, guida nelle oKKupazioni, punk castigatore seriale di ragazze più piccole. Però, è vestito con la camicia bianca, completo scuro, la cravatta. Non sai se è migliorato, di certo si lava di più, e quello basta.
Per ultimo, il più dandy di sempre, quello con lo Scarabeo. Il suo profumo è esattamente come lo ricordavi: troppo.
Arrivano i piatti, i bicchieri si riempiono e, dopo un primo momento, le chiacchiere si sciolgono. E parte la gara a chi è diventato più bravo degli altri senza farlo vedere.
Gara 1, la famiglia: c’è chi dice di avere avuto un figlio, chi due, chi minaccia di averne così tanti che, se non stai zitto, te ne appioppa qualcuno.
Gara 2, il lavoro: alle cene di classe, nessuno è un fallito, sia chiaro. Ottimi lavori, ottimi stipendi. Lo dici anche tu, che ti frega, ma ti sgamano subito: vivi in un buco, le stampe al muro non hanno neppure la cornice. Puoi pure provare a vantarti, a dire che a te non ti interessa apparire, ma quello che riveli con il tuo sudore è il disagio di un disadattato che non ha mai superato l’adolescenza.
Il protagonista dà un colpo di coda e parte la gara 3: mostra le foto di quando ha lavorato con Obama. A quel punto, un altro rilancia raccontando di quando ha lavato i piedi ai detenuti a Regina Coeli con il Papa. Si sfiorano le balle megagalattiche: c’è chi dice della volta in cui ha dato a Maria De Filippi un’idea per una nuova trasmissione. Il titolo? C’è posta per Te.
Quando tocca a te, ti vanti dell’apice della tua vita e di quella volta in cui hai stretto la mano a Mino Reitano.
La cena finisce, e quelli che hanno studiato economia si propongono per fare i conti. La competizione è tale che, per poco, non viene chiesto al ristoratore di tirare fuori i libri contabili per correggere gli errori del commercialista.
Peccato che, seduto al tavolo accanto, non ci sia nessuno della Guardia di Finanza: si potrebbe mettere a posto la situazione del debito dello Stato in due minuti.
Usciamo, andiamo al pub per il bicchiere della staffa. I più deboli e le mamme cedono e vanno a casa. Gli altri, sul marciapiede, ritrovano le stesse dinamiche di 45 anni fa: i maschi si picchiano, le ragazze si lamentano di quanto siano immaturi.
Ad un orario imprecisato vado a casa, torno nell’appartamento, mi metto a letto e mi dispero. Perché la sveglia è puntata alle 7 e io non avrò mai voglia di alzarmi. Ma almeno, domani mattina, non c’è la paura del rischio di essere interrogati.
Ma solo un capo che, in maniera adulta, ti farà il culo perché sei in condizioni da schifo.
in alto da sinistra: Alberto, Giorgio, Maurizio, Pierluigi, Enrica, Antonio, Lorena, Grazia, Alfredo, Santina,Danilo
in basso da sinistra: ClaudioG, Renato, Raffaele, Luisa, Domenico, Pinuccio, Manuela, Marco
sotto: ClaudioR


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